Tre contestazioni fiscali, un modello organizzativo mai aggiornato e il rischio di pesanti sanzioni per la società. Analizziamo un caso pratico per comprendere quando scatta la responsabilità amministrativa dell’ente e quali controlli dovrebbe verificare l’Organismo di Vigilanza.
Il caso: una verifica fiscale fa emergere tre irregolarità
Alfa Srl è una società operante nel settore della logistica, soggetta a liquidazione IVA mensile.
Nel 2018 la società ha adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Tuttavia, negli anni successivi, il documento non è mai stato aggiornato, nonostante le importanti modifiche normative intervenute nel catalogo dei reati presupposto.
Nel 2026, a seguito di una verifica fiscale riguardante il periodo d’imposta 2024, emergono tre situazioni potenzialmente rilevanti sotto il profilo penale e della responsabilità dell’ente.

ODV 231 Manager – Software Gestione Attività Organismo di Vigilanza D.Lgs. 231/2001
Il Problema Gestire manualmente la compliance 231 significa: - ❌ 15-20 ore al mese perse in Excel e documenti Word - ❌ Rischio di perdere traccia di controlli…
Vai alla scheda
Software 231 DOC IA – per realizzare i modelli 231 con il supporto dell’Intelligenza Artificiale
SCARICA LA DEMO VERSIONE PC WINDOWS VERSIONE MAC Il Modello 231 completo, in un solo applicativo 231 DOC IA ti accompagna nella costruzione e nella manutenzione di…
Vai alla schedaPrima contestazione: utilizzo di fatture per operazioni inesistenti
La Guardia di Finanza rileva l’utilizzo di fatture emesse da una società fornitrice apparentemente priva di un’effettiva struttura operativa.
Le fatture riportano:
- Imponibile complessivo: 400.000 euro
- IVA esposta: 88.000 euro
- Operazioni commerciali risultate oggettivamente inesistenti.
I documenti sono stati utilizzati nella contabilità e nelle dichiarazioni fiscali sottoscritte dal legale rappresentante.
Seconda contestazione: omesso versamento IVA
La società non ha versato un debito IVA di 300.000 euro risultante dalla dichiarazione annuale relativa al 2023.
L’importo supera la soglia penale di 250.000 euro prevista dall’articolo 10-ter del D.Lgs. 74/2000.
Terza contestazione: indebita compensazione di crediti fiscali
Nel corso del 2025 Alfa Srl ha utilizzato in compensazione crediti d’imposta non spettanti per complessivi 120.000 euro.
Le irregolarità richiedono una valutazione distinta: non tutti i reati tributari, infatti, determinano automaticamente una responsabilità della società ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
1. Le fatture false: quando scatta la responsabilità 231
Contenuto riservato agli abbonati
Sei già abbonato? Accedi per continuare a leggere l’articolo.
Non sei ancora abbonato?
Abbonati da qui